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era dea greca treccani

Secondo alcuni miti, la dea fu concepita da Era e Zeus. Per le sue caratteristiche faceva parte della religione dell'antica Grecia. Allo stesso secolo si riferisce un'altra creazione dell'arte greca, l'Era di Alcamene, ricordata da Pausania (I, 1, 5). Culla del culto di E. fu dunque, come si è detto, Argo, e, in genere l'Argolide; e l'Era argiva fu di gran lunga la più venerata di ogni altra. È figlia primogenita di Rea e Crono, sorella di Zeus, di Poseidone, Ade, Era e Demetra. L'età romana trova in queste creazioni gli elementi per le rappresentazioni di Giunone. 1); è la sola testa (avanzo probabilmente del venerato simulacro di quel tempio antichissimo), di dimensioni colossali (più del doppio del vero), scolpita nel calcare del posto, con una caratteristica copertura del capo, il polos. Minerva, (per i greci Atena) figlia di Giove e della sua prima moglie Metide, era la dea romana della guerra, della saggezza, della poesia e della medicina nonché protettrice degli artigiani. [2], Diritto civile Ma la prima sicura immagine della dea è quella ritrovata in Olimpia (fig. I Greci connettevano il nome di Afrodite con la ... (gr. La raffigurazione più ricorrente della déa la ritrae seduta su un trono, adornata con un “polos” (copricapo cilindrico) e in mano stringe una melagrana, simbolo al tempo stesso di fertilità e di morte. rem. Altri simulacri della dea, la cui origine risale del pari allo scorcio del sec. ridēre, con mutamento di coniug.] gigante Vocabolario on line gigante s. m. e agg. Da protettrice del palazzo-fortezza divenne la protettrice della città, della pólis (divinità poliade). V, sono la celebre testa Farnese del Museo Nazionale di Napoli, e l'altra, colossale, ed anche più nota, del Museo Nazionale Romano, proveniente dalla collezione Ludovisi (fig. 369-403; L. R. Farnell, The cults of the Greek States, Oxford 1896-1909, I, p. 179 segg. Götterlehre, I, 362) volle piuttosto ravvisarvi una dea ctonica, il Preller, invece, una divinità dell'aria e dell'atmosfera. Più particolarm., in cronologia, sistema di computo del tempo che prende inizio, e spesso... spiazzo spiazzo m. [der. Dal culto argivo derivò pure quello di Creta, ove ne fu centro la regione di Cnosso: in occidente, infine, la dea ebbe venerata sede nel santuario del promontorio Lacinio, presso Crotone (Era Lacinia), che fu considerato come il centro religioso di tutti i Greci Italioti; anche il culto del Lacinio si manifesta di evidente provenienza argiva. Era (gr. Il braccio destro cade lungo il corpo, il sinistro è stretto davanti al petto. Era, la Dea dell’Amore. di piazza, col pref. [...] e felice; analogam. di aes aeris «bronzo, rame»]. [dal lat. – Della, speranza s. f. [der. Ma gli aspetti più proprî della dea rimasero sempre quelli che le derivavano dalla sua condizione di consorte di Zeus e di verace simbolo di vita matronale. È un tempio di ordine dorico dedicato a Era, dea della fertilità, della vita e della nascita, protettrice del matrimonio e della famiglia. Il culto di Era è attestato specialmente nell’Elide, ... Divinità greca, corrispondente alla latina Giunone (v.); appare così designata da D. soltanto nei versi di Ennio, tratti dal ciceroniano De Officiis (I XII 38) e riportati in Mn II IX 8. èra s. f. [dal lat. Bona Dea Fauna, la première déesse romaine, aurait été assimilée à la déesse grecque Damia, dont le culte serait peut-être apparu à Rome après la prise de Tarentum en 272 av. [lat. Geschichte, 2ª ed., I, ii, Strasburgo 1912, p. 158 seg. Cytherēa o Cythereia, [...] ’isola di Citèra (odierna Cerigo) nel mar Egeo, la prima isola nella quale la dea era approdata dopo la sua nascita dal mare, giungendovi a nuoto (secondo la leggenda esiodea della ... Leggi Tutto Poseidonia: età greca. Altri autori riportano che fu concepita da Notte, altri ancora dall’unione di Notte ed Erebo. Zeus, allora, ingoiò Metis, che divenne tutt’uno col dio, prendendo dimora nel suo capo. - Una delle maggiori divinità dell'Olimpo greco: divinità celeste per eccellenza, vera "regina del cielo", del quale essa rappresenta e impersona la luce notturna, elargita dalla luna, così come Apollo (v.) ne impersona la luce diurna, irradiata dal sole. Nel pieno fiorire dell'arte ellenica, Policleto crea per il famoso santuario di Era, fra Argo e Micene, ricostruito dopo l'incendio del 423, il più celebre simulacro della dea. (greco Athene), dea greca derivata da un'arcaica figura divina della civiltà cretese-micenea e successivamente identificata dai Romani con Minerva. Allevata da Oceano e da Tetide (secondo l'Iliade), oppure dalle Ore e dalle Ninfe, essa è la vergine fidanzata di Zeus (παρϑενία), indi la sua legittima moglie (κουριδίη ἄλοχος), legata a lui da perfetto e indissolubile legame (Τελεία). 3). s- nella funzione estensiva che era propria del pref. Pare che l'antica dea romana Bona Dea Fauna si sia fusa con la dea greca Damia, il cui culto fu probabilmente introdotto a Roma dopo la conquista di Taranto (272 a.C.), o poco dopo. La statua conserva le forme d'un tronco di albero appena sbozzato, rivestito da un chitone di lino sottilissimo, che cade fino ai piedi appena accennati; al di sopra ha un himation di lana, posto a tracolla. Come divinità del cielo tempestoso, E. è una dea aspra e violenta κυδίστη, è fatta madre di Ares, si compiace della guerra e delle armi; nella guerra di Troia, è la più ardente compagna di Atena e la più irreconciliabile nemica di Priamo e dei Troiani. – [...] sperare bene di sé: ma quasi matto [=stolto], mólto agg., pron. E, del resto, la spiegazione di questa duplice e contrastante manifestazione dell'amore fra i due sposi divini va ricercata (Preller) nel significato stesso naturistico delle due divinità: le gelosie e le dispute di E. e di Zeus vogliono bene rappresentare l'aspetto invernale e tempestoso del cielo, in contrapposto a quello primaverile e sereno: così come nel mito e nel culto delle divinità ctoniche (quali per es., Demetra e Dioniso) troviamo simboleggiato il doppio aspetto della terra assopita nel letargo invernale e risvegliata poi dal bacio del sole primaverile. Già venerata dai Micenei del 13° sec. ᾿Αϕροδίτη) Divinità greca dell’amore, inteso anche come attrazione delle varie parti dell’Universo tra loro; simboleggia l’istinto naturale di fecondazione e di generazione e sotto questo aspetto è simile all’Ishtar babilonese e all’Astarte fenicia. Hera, in Roscher, Lexicon der griech. Gelosissima del marito, attuò diversi piani di vendetta nei confronti delle amanti di Zeus e dei loro figli. La forma della statua giustifica il sospetto che essa ci conservi l'eco d'uno di quei primitivi idoli che segnano quasi il passaggio tra l'arte aniconica e l'antropomorfismo, di cui gli scrittori antichi ci lasciano sovente ricordo col nome di xoana, probabilmente anzi di quello di Smilide di Egina, che era oggetto di culto nel santuario di Era a Samo. Il mito. – 1. Lettere L-N ... la Madre Terra diede a Era un albero dalle mele d'oro che fu poi custodito dalle Esperidi nell'orto di Era sul monte Atlante. 4). La polis greca è una “città-stato”: ha proprie leggi e istituzioni; batte una sua moneta; è autonoma e sovrana.. Come nasce la polis greca. Eris, la dea greca della discordia: le origini. Nella mitologia greca, Atena era una dea guerriera, dotata dei doni della strategia, della scienza e dell’abilità.Nata a Zeus, le storie della sua nascita indicano che è emersa dalla testa di questo adulto completamente armato.La storia principale racconta che Zeus inghiottito sua madre e poi Efesto avrebbe aperto la testa da cui scaturiva Atena. feste von relig. Δημήτηρ) Divinità femminile greca: secondo Esiodo è figlia di Crono e di Rea, sorella di Estia, Era, Zeus, Posidone e Ade. Le disgrazie di Andromeda cominciarono il giorno in cui sua madre sostenne di essere più bella delle Nereidi, un gruppo di ninfe marine particolarmente seducenti. (pass. Rivolti a costoro, un tempo, giunònio agg. ex-]. ERA. e avv. : F. G. Welcker, Griech. Sul significato originario e sul processo di sviluppo della figura di E. presso gli antichi Greci, furono però presentate dagli studiosi moderni anche altre teorie; mentre alcuno (O. Müller, Prolegom., 244) vide in essa semplicemente ἥρα, cioè la signora, la donna (dalla forma ἥρFα, lat. Fu la maggiore divinità di Argo, la dea poliade ( Era argiva); e qui fu elevata al grado di moglie di Zeus (mentre a Dodona tale fu considerata Dione).... . I due erano rispettivamente la figlia e il figlio preferiti da Zeus. et rom., III, i, p. 668 segg. Fino all’era Gasp ed alla contemporaneità di un presente fastoso e dal sapore del trionfo. Era (gr. Gli antichi Greci erano politeisti, cioè adoravano molti dèi.Gli dèi greci erano concepiti come esseri simili agli uomini, ma a loro molto superiori per potenza e qualità fisiche: bellissimi, di forza immensa, straordinariamente grandi.. ; L. Preller-C. Robert, Griech. La dea non ha attributi caratteristici; porta sovente il diadema ed è sempre panneggiata. ● La più importante fra esse, e la più alta della Grecia, è quella che sorge fra Tessaglia e Macedonia, non distante ... (gr. ERA. /hɛːra/), era una dea della religione dell'antica Grecia, figlia di Crono e Rea.. Nella religione dell'antica Grecia Era era una delle divinità più importanti, dea del matrimonio, della fedeltà coniugale e del parto, Era era considerata la sovrana dell'Olimpo ed i suoi simboli sono la vacca ed il pavone. La dea trascorse la sua prima notte di nozze con Zeus a Samo. und rom. Sembra che di questa statua sia una replica, d'età romana, quella Era del Museo Vaticano, che il restauratore ha trasformato in Demetra, ponendole un mazzo di spighe nella mano destra. ; U. v. Wilamowitz, Der Glaube der Hellenen, I, Berlino 1931, p. 237 segg. Per mitologia greca si intendono tutti i miti e le leggende che appartengono agli antichi greci, in cui si parla dei loro dei ed eroi, qual è la natura del mondo e le sue origini, così come il significato dei loro culti e riti. lat. dĕus, pl. tardo aera «numero, cifra», propr. gigas -antis, gr. Numerosi templi e feste testimoniano l'importanza del culto della dea in Beozia e nell'adiacente isola di Eubea; ne fu sede specialmente il Citerone e le città distese ai piedi di esso, come Tespie e Platea, ove si celebravano processioni in onore della dea. servare, "patrona, protettrice": così anche Roscher e Brugmann), altri (L. Meyer, G. Curtius) la considerarono divinità del cielo, ravvicinandone il nome alla radice svar "illuminare"; e, mentre il Roscher e il Gruppe credettero di poter riconoscere in E. una dea della luna, il Welcker (Griech. Secondo altri, invece, sarebbe figlia della sola Era, che la generò toccando un fiore. Nella mitologia greca Era è sorella di Zeus in quanto figlia di Crono e di Rea e secondo Esiodo sua settima moglie. La statua, che altri studiosi ritengono invece replica della Nemesi di Agoracrito, è senza dubbio opera dei più vicini discepoli di Fidia. ERA ("Ηρα, Hera). Era. - La Dea DEA SYRIA, divenuta popolare in Italia attraverso i suoi erranti sacerdoti, che ne recavano l'immagine fra gli strati più umili della popolazione, là dove si trovavano mercanti e schiavi siriaci (Apul., Met., viii, 24 ss. - Un antichissimo xoanon di E. seduta, in legno di pero selvatico, è da Pausania (II, 17, 5) ricordato come esistente a Tirinto. Come Zeus, essa veglia sulle città e sui popoli (Era βασίλεια, col significato originario di "regina del cielo", modificato poi in senso sociale e politico per attrazione dell'epiteto di βασιλεύς, dato a Zeus). Bedeutung, Lipsia 1906, p. 40 segg. Atena era la dea protettrice del fratello semidivino Eracle e lo guidò e lo consigliò per tutta la vita. Oggi si fa la storia (forse) e si ricordano le origini di una Dea. La maniera con cui sono trattati i tessuti dei vestiti, che ricorda forme proprie della lavorazione metallica, induce a credere che quell'idolo antichissimo fosse ravvivato da un rivestimento di metallo tirato a martello. (greco Hḗra ), dea greca sposa di Zeus e figlia di Crono e Rea. ῞Ηρα) Massima divinità femminile dell’Olimpo greco, figlia di Crono; sorella e sposa di Zeus. citerèa (alla greca citèrea) s. f. [dal lat. ), quando la dea, nel pieno rigoglio della bellezza e dell'amore, appare al coniuge divino sulla vetta dell'Ida e lo accende di egual passione come la prima volta che egli gioì del suo amore, facendogli dimenticare Greci e Troiani e tutte le misere contese degli uomini. agg.le In senso figurato, e in usi colloquiali spesso scherz., che è grande quanto una provincia, quindi molto grande, enorme o, in senso negativo, spropositato. des antiquités gr. Quando giunse il tempo del parto, Zeus avvertì un terribile mal di testa: chiamò Hefesto, il fa… : v. citerèa (alla greca citèrea) s. f. [dal lat. Atena (gr. Il nome di Hera viene solitamente fatto derivare dal greco Ἢρα O Ἢρղ, che vuol dire “signora”. Già venerata dai Micenei del 13° sec. La leggenda narra che Giove mangiò Metide appena rimasta incinta poiché gli fu predetto che, se avesse avuto un figlio, questi lo avrebbe superato in potenza e saggezza. galateo. Per collocarne un equivalente nella mitologia romana, c’è Giunone. vĭrgo -gĭnis, di etimo ignoto]. Il riscontro che essa offre con le monete sopra ricordate, è infatti assai notevole, non solo per la disposizione della capigliatura, il profilo, la modellazione delle labbra tumide e dei profondi occhi, ma anche per la forma potente del cranio. di Giulio GIANNELLI - Biagio PACE - - (gr. Ricordiamo la figura di Era nella metopa del tempio E di Selinunte, in cui la dea appare solenne, riccamente vestita, in un episodio, le sacre nozze con Zeus, nel quale, invero non a proposito, si suol vedere un riflesso omerico. Chi era Minerva? Nella mitologia e reli gione greca Era o Hera era una delle divinità più importanti, patrona del matrimonio e del parto. E mentre il culto di E. fu scarsamente accolto nell'Attica, maggior diffusione trovò invece nelle isole, fra le quali Samo divenne un altro centro veneratissimo della religione della dea, il secondo dopo Argo: a Samo il culto argivo di Era fu localizzato presso il fiume Imbraso, e celebrato con feste e processioni di straordinario splendore, presso il magnifico tempio eretto da Reco; qui per la prima volta il pavone fu riguardato come l'animale sacro ad E. (cfr. Di queste varie denominazioni, una era destinata a prevalere: quella, sotto la quale fu venerata nell'Argolide, di Hera: divenuta, ad Argo, la maggiore divinità del luogo, la dea poliade, il suo culto si diffuse, grazie alla posizione predominante tenuta dall'Argolide nell'età micenea, nelle altri parti del Peloponneso, poi nella Beozia e nell'Eubea e di qui, o direttamente da Argo, nell'isola di Samo, ove pure divenne dea poliade. La saga argiva narrava che Zeus si era congiunto ad E. in mezzo al nembo della tempesta, venendo a lei sulla vetta d'un monte e in forma di cuculo, uccello annunziatore della primavera e della pioggia benefica; nel culto, si celebrava lo ἱερος γάμος con splendida pompa, portando in corteo nuziale le immagini dei due dei, incoronate di fiori. Dea vergine del focolare e della castità, protettrice delle case. Enciclopedia Italiana (1932). [...] oltre al plur., ha anche il femm. Ma dietro la sistemazione esiodea si conservano i tratti di un’antichissima divinità materna della Terra, direttamente espressa dal nome, nel quale l’etimologia antica individuava ... (gr. ; O. Gruppe, Griechische Mythologie und Religionsgeschichte, Monaco 1906, p. 1122 segg. ῞Ηρα) Massima divinità femminile dell’Olimpo greco, figlia di Crono; sorella e sposa di Zeus. Götterlehre, I, Gottinga 1857, p. 632 segg. Suo marito non era però così ligio ai doveri matrimoniali e lei glielo ricordava speso, con punizioni su di lui e … Mythologie, I, 4ª ed., Berlino 1887, p. 160 segg. ; S. Eitrem, Hera, in Pauly-Wissowa, Real-Encycl., VIII, coll. Mitologia. Non sempre identificabile nell'arte greca, appare come una donna umile dal capo coperto con un velo. Nel secondo aspetto, di perfetta matrona (Τελεία), essa è patrona delle donne maritate (con gli epiteti di Γαμηλία e Ζυγία) e rappresenta nella mitologia pagana il più elevato modello della vita e della prosperità coniugale. – 1. a. risi, ridésti, [...] riderà, diventerà sempre più potente; La. motti latini. VI a. C., è la statua acefala dedicata da un Cheramys in Samo, ora al Museo del Louvre (fig. Tempio di Era II. Oltre ad Argo, l'Iliade (IV, 51) conosce Micene e Sparta come città ad essa in special modo care; e anche a Ermione sappiamo che la dea fu fatta oggetto di speciale venerazione. con alcuni nomi collettivi: c’. Figlia di Crono e di Rea, sorella maggiore e moglie di Zeus, secondo la leggenda nacque a Samo o ad Argo. E anche veglia, sulle donne, e in particolar modo sulle spose, nelle contingenze più delicate e critiche della loro vita sessuale specialmente nell'occasione del parto; e, come protettrice dei parti, essa era adorata in Argo con l'epiteto di Εἰλείϑυια. al matrimonio; si è sposata (o sposato) che, via2 s. f. [lat. Un'altra opera, che è stata considerata alquanto posteriore a quella di Olimpia, e cioè del principio del sec. Dea di prima generazione, sposa di Zeus e prima donna dell'Olimpo, Era era la dea del matrimonio e delle leggi sacre, patrona della famiglia e aiuto nei parti. via, affine a vehĕre «trasportare»]. Cytherēa o Cythereia, [...] ’isola di Citèra (odierna Cerigo) nel mar Egeo, la prima isola nella quale la, vérgine s. f. e agg. ; id., The Minoan-Mycenian religion, Lund 1927, passim; K. J. Beloch, Griech. Quando Metis rimase incinta, Gea e Uranofecero sapere a Zeus che, dopo avergli dato una figlia, Metis avrebbe dato al mondo un figlio più forte del padre destinato a spodestarlo. Come Zeus, essa presiede alla vita e alle manifestazioni del cielo atmosferico: aduna le nubi e scatena le procelle, manda il lampo e il tuono, riconduce il sole e il sereno, comanda alle sue messaggere, Iride e le Ore; da lei s'impetra la pioggia, sacrificandole capre (onde l'epiteto, che le è dato a Sparta e a Corinto, di Αἰγοϕάγος). Ζεύς) La divinità suprema della religione greca. La statua presenta la Dea ritta, poggiante sul piede destro, in un atteggiamento pieno di maestà, cui conferiscono austera bellezza il benigno sorriso del volto, e l'eleganza del peplo che ricade in panneggiamenti vigorosi, ma composti. Sembra che di questa statua sia una replica, d'età romana, quella Era del Museo Vaticano, che il restauratore ha trasformato in Demetra, ponendole un mazzo di spighe nella mano destra. di sperare1, sull’esempio del fr. Era (in greco antico: Ἥρα, Hḕra), o Hera (pron. Era detta Barberini, copia romana di originale greco, Musei vaticani, Roma. Ateneo, XIV, 644 a). Lettera A. Lettere B, C. Lettere D, E. Lettere F-I. Il culto celebrava il ricordo di queste nozze divine (ἱερὸς γάμος) a ogni primavera, e la saga epica narrava svariati episodî del sacro connubio; un riflesso se ne ha nel ricordo dell'Iliade (XIV, 152 segg. [lat. [...] . La funzione più importante di questa dea greca era quella di agire come garante della nascita e del matrimonio. La figura di Zeus, tuttavia, non coincide con nessuna delle divinità ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Fatta consorte di Zeus e simbolo della fedeltà e castità coniugale, s'intende come la figura di E. non si prestasse a un largo sviluppo mitico. Già in passato, si era riconosciuto nell'una e nell'altra di queste sculture un riflesso dell'opera di Policleto. che fa provincia loc. 1) s. m. [lat. Atena (gr. Del monte Olimpo (v. olimpo), concepito nella mitologia greca come sede degli dèi: le divinità o ., soprattutto le divinità dei tempi omerici, contrapposte sia alle divinità ... Leggi Tutto . Iconografia. S'intende così come nel suo culto, benché generalmente servito da sacerdotesse, intervengano non di rado uomini, anche armati, e vi compaiano giuochi guerreschi; così nelle feste Erée di Argo, all'offerta di un'ecatombe seguivano giostre di cavalieri, col premio del sacro scudo della dea; giuochi guerreschi si tenevano anche nelle feste di E. a Egina; uomini armati intervenivano nella processione di Samo; nel culto di Elide e del promontorio Lacinio, la dea portava l'epiteto di ‛Οπλοσμία. gamelióne s. m. [dal gr. mŭltus agg., mŭltum avv.]. L'essere stata elevata E., in Argo, a dea poliade, cioè a massima divinità del luogo, fu causa che essa venisse considerata qui come consorte di Zeus, il massimo degli dei dell'Olimpo: quindi, nella mitologia, E. fu fatta la maggiore delle figlie di Crono e moglie legittima di Zeus, massimo simbolo, perciò, della dignità e della venerabilità della donna e del matrimonio. Nel capolavoro, perduto, la dea appariva, come risulta dalla descrizione di Pausania (II, 17, 4) e da alcune monete di Argo, seduta solennemente in trono; la statua era colossale, la tecnica crisoelefantina. Iunonius], letter. Con dea: Mitica dea con la cornucopia; Dea, moglie di Zeus; La dea sorella di Apollo; La dea venuta sulla Terra; La mitologica dea dell'abbondanza; La dea che venne scacciata dall'Olimpo. Allo stesso secolo si riferisce un'altra creazione dell'arte greca, l'Era di Alcamene, ricordata da Pausania (I, 1, 5). [...] su per le vie stellate Move plauso alla, rìdere v. intr. Lo stesso argomento in dettaglio: Tempio di Nettuno (Paestum). In Argo essa fu innalzata al grado di moglie di Zeus, mentre in altre parti della Grecia, per esempio ad Atene e a Dodona, non E. ma Dione (v.) fu riguardata originariamente come consorte di Zeus. Alle facoltà guerresche con cui proteggeva la fortezza dai nemici si aggiunsero le facoltà civiche, e la nuova Atena divenne protettrice e maestra di ogni arte … Dopo questi primi tentativi, il tipo di Era, nella scultura arcaica ed in quella posteriore, appare senza speciali caratteristiche di forma o di attributi, quali invece si trovano per altre divinità. Babi, mitologia greca, Licoreo, mitologia, Immortali nella mitologia greca, Crimiso, Antipodi, Uni, Shed, Rechila La saga di E. s'impernia in realtà sui suoi rapporti coniugali con Zeus, di cui illumina, di volta in volta, le due manifestazioni: l'amore e la gelosia. I suoi simboli sono il focolare, il cerchio, la casa, il cuore e la pentola. aforismi. Fu la maggiore divinità di Argo, la dea poliade ( E. argiva ); e qui fu elevata al grado di moglie di Zeus (mentre a Dodona tale fu considerata Dione ). La storia della nascita miracolosa è narrata da Esiodo: subito dopo aver detronizzato Cronos, Zeus si unì a Metis (la “Prudenza”), figlia di Oceano e Tethys. [2], Arti visive 2075-2133; J. A. Hild, in Daremberg e Saglio, Dictionn. Mythologie, I, ii, coll. Ed è immaginata bella - e il mito ce la presenta, in gara di bellezza, dinanzi a Paride, insieme con Afrodite e Atena - ma d'una bellezza severa e casta: pura è andata sposa a Zeus, e, se anche non sa sopportarne i tradimenti, gli si mantiene fedele, e veglia perciò sulla fedeltà e la castità delle spose, ravvicinandosi così, sotto questo aspetto, a Demetra Thesmophoros.

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18 dicembre 2020 Senza categoria

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